





Ringraziamento pronunciato da S.E. Mons. Ciro Miniero a conclusione della Liturgia della sua Ordinazione Episcopale
Cattedrale di Napoli 19 giugno 2011
Eminentissimo Padre, Eccellenze, cari Sacerdoti, Diaconi, Religiose e Religiosi, Seminaristi, Autorità civili e militari, Fedeli tutti,
A conclusione di questa bella e solenne Liturgia, permettetemi di esprimere i sentimenti di riconoscenza che avverto particolarmente intensi in questo momento. La vita è il più bel dono che il buon Dio ha voluto farci. A Lui, che nella fede professiamo Padre e Figlio e Spirito Santo, va la mia lode e il mio grazie.
Innanzitutto ringrazio il Santo Padre, il Papa Benedetto XVI, guida forte e prudente della Chiesa universale, per il grande dono dell'Episcopato. A Lui la mia totale fedeltà e obbedienza.
Ringrazio Sua Eminenza il Cardinale Crescenzio Sepe per la fiducia, la stima e il sostegno sempre accordatimi nell'azione pastorale. Dal suo arrivo a Napoli, mi ha sempre mostrato tanta benevolenza. A Lei va tutta la mia filiale riconoscenza. Conto sulla Sua guida di padre e pastore, e sul Suo saggio consiglio.
Ringrazio Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Bertello, Nunzio Apostolico, per il tratto cordiale con il quale mi ha accolto ed accompagnato nei primi passi verso questo giorno.
Per l'affetto e la fraternità sempre mostratimi, un grazie di cuore ai Vescovi Ausiliari, le loro Eccellenze Mons. Antonio Di Donna e Mons. Lucio Lemmo; un grazie agli Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi della Conferenza Episcopale Campana che hanno preso parte a questa celebrazione; un grazie anche agli altri Vescovi presenti, ai Vescovi che ho incontrato negli anni del mio ministero e che mi hanno dimostrato stima e affetto: in particolare Mons. Bruno Forte, Mons. Enzo Pelvi e Mons.
Filippo Strofaldi, mio vulcanico Vicario episcopale nell'allora settima zona pastorale.
Ci guardano e gioiscono dal cielo il Cardinale Corrado Ursi che mi ordinò prete e mi nominò vicario parrocchiale dell'Ave Gratia Plena, il Cardinale Michele Giordano che mi nominò parroco, decano, vicario episcopale, padre spirituale del Seminario ed Economo diocesano. Sicuramente mi accompagneranno e mi proteggeranno dal Paradiso.
Sono riconoscente a Sua Eminenza il Cardinale Agostino Vallini, che ha seguito la mia crescita e la mia formazione prima in Parrocchia e poi da Rettore e professore in Seminario; anche da lui ho sempre ricevuto incoraggiamento e fiducia.
Sono grato anche a Sua Eccellenza Mons. Filippo Iannone. Lavorando a suo fianco, per circa dieci anni, ho imparato tantissimo; mi sono sentito soprattutto accolto e sostenuto dalla sua riconosciuta esperienza.
Ho ricevuto dal Signore due eccellenti genitori, papà Michele e mamma Filomena che, tra le pareti domestiche, trasformate in piccola chiesa, hanno saputo trasmettere al sottoscritto e a Gioacchino,Vincenzo, Maria, Pasquale e Anna, miei fratelli e sorelle, i valori cristiani incentrati sull'umiltà, sulla cordialità e sulla disponibilità. Questi valori ricevuti sopravvivono ancora oggi nelle famiglie allargate dei miei fratelli e sorelle; non posso non ricordare zia Maria e zia Maddalena che presero il posto di mamma nel governo della casa quando mamma andò, ancora giovane, in Paradiso. L'educazione impartitaci ha prodotto i suoi frutti vocazionali anche in Pasquale, mio fratello, Missionario Comboniano in Guatemala. Oggi è qui a gioire con me. Ringrazio, per la sua presenza, anche il Superiore Generale dei Missionari Comboniani.
Tornando indietro col pensiero, mi sembra ancora di respirare il bel clima di vita ecclesiale della mia Parrocchia di origine dell'Ave Gratia Plena. Questo stile ha prodotto cambiamenti radicali nella vita della mia Parrocchia o Chiesa di Sant'Anna come è chiamata da noi barresi: tale clima si è tradotto, nella vita pratica, in fraternità, in servizio ai poveri, nella missione casa per casa per annunciare a tutti il Vangelo. Diventato Sacerdote e poi Parroco della stessa, ho sperimentato la bellezza di appartenere e guidare una comunità viva, responsabile, tutta ministeriale che ha fatto della missione e della comunione ecclesiale il proprio progetto di vita. La mia riconoscenza va ai sacerdoti che ho incontrato in Parrocchia, particolarmente al mio predecessore, don Vincenzo Petrone di venerata memoria, alle religiose, agli oltre duecento collaboratori e a tutti i fedeli.
Nel mio ministero ho sperimentato che la vita è fatta di legami, essendo tutti figli di Dio e fratelli, appartenenti alla Chiesa di Cristo che è nostra madre. Ho avuto la ventura di trovare amici sinceri che hanno condiviso i momenti di gioia e di sofferenza della mia vita e del mio ministero.
Tutte le persone che ho incontrato, appartenenti a questa bella Chiesa napoletana, hanno lasciato in me un segno indelebile. Esse hanno avuto un ruolo importante nella mia vita e hanno fatto fruttificare i talenti che il Signore mi ha dato. Mi riferisco a quanti ho incontrato nel Seminario, nella Facoltà Teologica, nella Curia Arcivescovile, nelle Parrocchie del Nono Decanato, nel Presbiterio Diocesano, tra i Diaconi, negli Istituti Religiosi, nel Laicato che vive con passione il Vangelo. È questa comunione che rende bello il nostro presbiterio e lo stesso nostro ministero. Alla Chiesa di Napoli devo più di quanto le parole possano esprimere.
Voglio ricordare i miei amici di ordinazione con i quali abbiamo condiviso l'ideale sacerdotale: oggi, nel ministero, stiamo ammirando l'opera di Dio che si compie per mezzo delle nostre mani. Un grazie particolare al "Servizio di Animazione Comunitaria" del "Movimento per un Mondo Migliore" nella persona del Direttore Nazionale d. Enzo Caruso, di d. Gino Moro, p. Ugo Mesina, Sr Antonella Apolloni e di tanti altri che ho incontrato e particolarmente di p. Juan Baptista Cappellaro che ora ci guarda dal cielo. Da loro ho appreso un metodo per tradurre le ispirazioni del Concilio Vaticano II in azioni e progetti che aiutano a costruire la Comunità e a far crescere la spiritualità di Comunione.
Sono riconoscente a quanti hanno preparato questa celebrazione, curando ogni dettaglio, particolarmente al Vicario per la Liturgia e Cerimoniere dell' Arcivescovo, Mons. Salvatore Esposito e ai suoi collaboratori.
Un ringraziamento particolare ai confratelli della Comunità Sacerdotale: d. Armando Sannino, d. Pasquale Di Luca, d. Doriano De Luca e, con essi, d. Maurizio D'Alessio, mio stimato collaboratore per lunghi anni, che hanno preso parte in modo continuo alla mia vita e al mio ministero, dimostrandosi particolarmente solleciti nella preparazione di questo giorno. Invito questi miei confratelli a continuare a costruire il
bene e a lavorare con generosità così come hanno fatto sino ad ora.
Ho sentito in questi giorni di attesa e in questa calda domenica di giugno l'efficacia della preghiera di tutti voi presenti: posso contare sul vostro affetto e sulla vostra benevolenza anche per i giorni a venire.
Prima del congedo, un saluto speciale e un ringraziamento alla mia bella Chiesa di Vallo della Lucania, bella per il territorio e per la fede genuina del suo popolo, rappresentata in questa Cattedrale dal Vescovo emerito Sua Eccellenza Mons. Giuseppe Rocco Favale che saluto con fraterna cordialità, dai suoi Presbiteri, dai Diaconi, dai Religiosi e dalle Religiose, dai Seminaristi, dalle Autorità civili e Militari e da una folta rappresentanza di Fedeli provenienti da tutte le Parrocchie. Da questo presbiterio napoletano, il Signore mi ha chiamato ad essere vostro Vescovo. Da Pastore mi rivolgo a voi con le parole con le quali era solito salutare l'Apostolo Paolo nelle sue lettere: "Grazia, misericordia e pace da Dio Padre e da Gesù Cristo Signore nostro" (1Tm 1,2b). La Grazia di Dio abiti sempre in voi; la sua misericordia senza limiti, sia la spinta di ogni vostra azione; la sua pace alimenti ogni vostro progetto di vita personale e comunitario. Ringrazio ciascuno di voi per le preghiere che avete innalzato al Signore per me, per l'affetto che in vario modo già mi avete fatto giungere e per l'accoglienza nella terra benedetta della Diocesi Vallese. Il Signore benedica il nostro popolo cilentano, la nostra terra e il nostro mare.
A San Gennaro, Patrono di Napoli e della Regione Campania, ai Santi Patroni della Chiesa Vallese, San Pantaleone e San Costabile e alla Vergine Maria, Madre della Chiesa, affido ogni passo del mio ministero episcopale: con Lei cammineremo sicuri nelle vie del Vangelo!